SALVEZZA ETERNA DELL'UOMO


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Salute - seconda parte

RICERCA DEL BENESSERE FISICO

BENESSERE FISICO
SECONDA PARTE

Non esiste nessuna “autonomia” della scienza, e della scienza medica in particolare, nella guarigione dell'uomo, come se fosse libera di scoprire, di manipolare e di usare tutto ciò che ritiene opportuno. E' Dio che permette la scoperta delle sostanze, delle leggi e delle tecniche di guarigione, ed esse devono essere usate in consapevole comunione con Lui ed in armonia con la Sua volontà rivelata. Interessante è pure la definizione che l'apostolo ne fornisce. Egli è “il Dio della pace”. Siamo qui di fronte al concetto biblico di pace, essa è una parola meravigliosa: "Shalom". Essa significa armonia con Dio, armonia con le persone, armonia con la natura e con sé stessi. è la condizione ottimale dove ogni cosa è in armonia, come quando un'orchestra suona una meravigliosa sinfonia composta da un grande compositore, il quale egli stesso la conduce, con la sua bacchetta. Ogni cosa trova la sua armonia, la sua pace, quando “suona” in sintonia con gli altri “strumenti” rispettando la “conduzione. Il progetto di salvezza, di guarigione, di Dio è infatti ricondurre tutto a Lui, in modo particolare le creature umane che, abusando della loro libertà, hanno preferito suonare da sole la propria musica, come, quando e dove desiderano, ma ottenendo solo una grande confusione e cacofonia. La Scrittura parla chiaramente di questo progetto di “ricapitolazione” di tutte le cose in Dio attraverso il Signore e Salvatore Gesù Cristo. Obiettivo di Dio è questo: “avendo fatta la pace per mezzo del sangue della sua croce, di riconciliare a sé, per mezzo di lui, tutte le cose, tanto quelle che sono sulla terra come quelle che sono nei cieli” (Cl. 1:20). Progetto di Dio è quello “raccogliere nella dispensazione del compimento dei tempi sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose, tanto quelle che sono nei cieli come quelle che sono sulla terra”(Ef. 1:10). Ogni cosa, per funzionare in modo ottimale, deve così essergli sottoposta. “E quando ogni cosa gli sarà sottoposta, allora il Figlio sarà anch'egli sottoposto a colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti”(1 Co. 15:28), perché Egli è il Re di tutta la realtà. E' importante pure sottolineare come la pace, in questo senso, dono di Dio, è anche un prezioso bene per il nostro cuore. Senza questa pace interiore non saremo mai persone sane. Come si può ottenere questa pace, mi chiederete ? La Bibbia dice: “Alla mente che riposa in te tu conservi una pace perfetta, perché confida in te. Confidate nell'Eterno per sempre perché l'Eterno, sì l'Eterno, è la roccia eterna”(Is. 3:4). Perché la maggior parte della gente che conosciamo non fa l'esperienza di questa pace ? Perché fra loro e Dio c'è un muro di separazione che essi stessi hanno scioccamente eretto. La Bibbia dice: “Confida nell'Eterno con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento; riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli raddrizzerà i tuoi sentieri”(Pr. 3:5,6). Riconoscere Dio, il Dio della pace, in tutte le nostre vie, è un “segreto” che molti preferiscono ignorare. Si rendono però conto di ciò di cui si privano ? Stabilito che Dio è causa prima di salute, il suo agente ed artefice, la nostra benedizione indica poi che cosa Egli, in particolare, opera: Ora il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente”. Il concetto in evidenza qui è la parola “santificazione”. Se da una parte la salute è il risultato di chi si ricongiunge, riappacificandosi con Dio, cioè, se essa dipende da un'unione, una comunione ristabilita, dall'altro la salute significa staccarsi, separarsi, allontanarsi da qualcos'altro. “Santificazione”, nella Bibbia ha a che fare con il consapevole distacco di qualcosa e di qualcuno, da tutto ciò che non è in sintonia con Dio, l'abbandono di ciò che Dio considera peccato, la rinuncia, l'abiura, il rinnegamento di uno stile di vita senza Dio e senza la sua santa Legge. “Santificarsi” significa separarsi dal mondo e consacrare, dedicare, offrire a Dio la propria vita in fiduciosa ubbidienza. Componente essenziale del messaggio evangelico e dell'esperienza cristiana autentica è il ravvedimento , cioè il riconoscersi peccatori davanti a Dio e meritevoli solo della Sua condanna. Parte del ravvedimento, però, è l'abbandono di uno stile di vita negativo ed ostile a Dio. Alcune denominazioni evangeliche impostano la loro opera su programmi di autentica “decontaminazione” della persona. Fanno campagne per smettere di fumare e di assumere altre sostanze intossicanti, per acquisire abitudini alimentari e di vita sane, per imparare a pensare, a parlare e ad agire secondo la volontà rivelata di Dio. Tutto questo è “santificazione”, un termine dinamico che implica “azione”, azione di ripulitura della nostra persona e della nostra società da tutto ciò che la guasta e la sporca. “Ora il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente”. Quel “completamente” indica l'estensione dell'opera che Dio intraprende attraverso Cristo nella creatura umana. Qualcuno pensa che “la religione” interessi soltanto quella che definisce “la sfera privata” di una persona, o solo “la sua anima”, o “la vita dopo la morte”, oppure solo “la sfera del sacro”, quella che avviene “fra le mura di una chiesa”. Certi regimi politici ostili al cristianesimo permettono la pratica religiosa solo in privato, o in un locale di culto ben chiuso da cui non trapeli nulla, proibiscono qualsiasi azione evangelistica pubblicitaria, qualsiasi insegnamento nelle scuole pubbliche. Vogliono essere pure “ringraziati” per “la libertà” che ci concedono, ma questa è un'ottima strategia per neutralizzare e per vanificare la fede cristiana, se mai fosse possibile ! La fede cristiana, però, è vita, vita in senso completo, una fede chiamata a toccare, con la sua azione terapeutica, ogni aspetto dell'esistenza, privato e pubblico, interiore ed esteriore, politica compresa, società compresa, perché a Dio appartiene la realtà nel suo insieme, e non solo un settore di essa, un “angolino” dove talvolta il singolo, “prudentemente” la vorrebbe relegare. Per la fede cristiana autentica non esiste “il sacro” ed il “profano”: la santificazione deve essere completa. La sovranità di Dio va consapevolmente estesa ad ogni aspetto della realtà, com'è giusto. Oggi, però, anche nella nostra società apparentemente “tollerante”, estendere l'influenza di Dio e della Sua Legge nell'ambito pure dell'organizzazione della società, del lavoro, della scuola, del divertimento, della ricerca scientifica, ecc. non sarebbe ammissibile, non sarebbe “politicamente corretto”. Il cristianesimo autentico, però non può altro che essere “totalizzante”, “integralista”, anche se questi concetti hanno assunto oggi una valenza negativa. Deve essere totalizzante, perché Dio non è Dio se non è Signore su ogni cosa, perché il cristianesimo non sarebbe cristianesimo, se non toccasse ogni aspetto della realtà. Questo carattere “totalizzante” lo si rileva pure dal resto della nostra benedizione: “Ora il Dio della pace vi santifichi egli stesso completamente; e l'intero vostro spirito, anima e corpo siano conservati irreprensibili”. Notate bene questa espressione, in un'altra versione: “'intero essere vostro, lo spirito, l'anima e il corpo, sia conservato irreprensibile” (NR).


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