SALVEZZA ETERNA DELL'UOMO


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Felicità - terza parte

RICERCA DELLA FELICITA'

FELICITA'
TERZA PARTE

Prendere il Vangelo in mano significa dire a Gesù: "Voglio andare dove vai tu, voglio edificare la mia casa proprio come la tua". Proprio così. Giorgio la Pira diceva che il Vangelo non è un libro di devozione, ma un trattato di architettura per costruire la nostra casa. È infatti un testo da attuare, come uno spartito musicale, come dei disegni da realizzare. Anzi, il Vangelo va visto "vissuto", perché "scritto" risulta difficile da comprendere e, talvolta, anche assurdo. Come capire "beati i poveri" quando siamo travolti dalla corsa verso la ricchezza. Come accettare "beati i perseguitati, beati coloro che piangono...", quando viviamo tra il più completo edonismo. Eppure, nessuno sa resistere al fascino di Francesco d'Assisi e di madre Teresa di Calcutta perché il Vangelo realizzato è tutta un'altra cosa. Il Vangelo va "visto" più che letto. Fidiamoci: è un bel progetto! Dobbiamo caratterizzare il nuovo millennio col PROGETTO VANGELO per edificare la nostra vita sulla roccia, con un piano preciso, sicuri che resterà anche quando infurieranno terremoti e alluvioni, che non mancheranno neppure nel nuovo Millennio. Non è facile costruire una casa. Rimasi molto colpito dal rispetto, e direi dal timore, con cui alcuni ingegneri e architetti guardavano un uomo piuttosto rude, un po' scostante e soprattutto molto meno elegante di loro. "Quello -mi disse uno degli ingegneri -è uno che sa tirar fuori una casa da un disegno, e a Roma ce ne sono pochi". È possibile tirar fuori la nostra casa dal Vangelo. Noi abbiamo tutto: abbiamo sia il Vangelo sia Colui che ci suggerisce tutto ciò che dobbiamo fare: per la scelta dei materiali, per i tempi di realizzazione e per le varie collaborazioni da scegliere: è lo Spirito Santo. Con il piano chiaro e il Suggeritore di cui ciascuno può disporre, se interpellato, ciascuno è il capomastro per costruire la propria casa. Il Progetto-Vangelo potrà essere la vera novità del Duemila nella tua vita. C'è una condizione: Non si può essere felici da soli. La felicità è Dio e quando Lui ci interpella, pur usando il singolare "Se tu vuoi. ..", esige sempre una risposta al plurale "Padre nostro. ..". Nella famiglia dei figli di Dio la condivisione assoluta è la regola fondamentale. Non c'è spazio per l'egoismo di nessun genere: tutto quello che ci è stato donato e di cui siamo titolari è per gli altri. Nessuno è padre per se o madre per se, nessuno è insegnante per se o medico per se: Gesù l'ha detto chiaramente: "Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la troverà" [Luca, 9,24]. La vita non si valorizza conservandola, ma "perdendola", cioè donandola. Nella Chiesa e nell'umanità tutto è comune: per questo anche il cammino verso la felicità deve essere fatto insieme. Penso soprattutto che la più bella avventura è la costruzione della famiglia secondo il Vangelo, dal momento che non si può essere cristiani da soli, proprio come non ci si può sposare da soli. Edificare il rapporto di coppia sullo stile della relazione evangelica, educare i figli ai grandi valori evangelici e non alle proposte fasulle della moda e della propaganda, decidere insieme, genitori e figli, perché le scelte familiari siano veramente di famiglia e secondo il pensiero di Cristo, così da poter dire: "Possiamo andare sicuri perché Dio è con noi". Questo aiuta a non invecchiare e a superare quei periodi di stanchezza e, più ancora,di tristezza che le famiglie incontrano quando sembra che non abbiano più niente da realizzare, niente da costruire, perché i figli si sono ormai sposati, la pensione si avvicina o è già arrivata, e i primi malanni si fanno sentire. Camminare insieme verso Dio seguendo Cristo è l'ideale della felicità, la forza della stabilità e la perenne giovinezza di una famiglia. I politici, i responsabili della comunità, devono poter condividere con coloro che essi rappresentano, le scelte impegnative per il buon andamento della comunità stessa, altrimenti si ridurranno ad essere come i camerieri di un albergo il cui unico scopo è di far contenti tutti, ma nessuno felice. I giovani devono impegnarsi in scelte serie, soprattutto per costruire una famiglia autenticamente felice nella totale e assoluta condivisione di tutto, perché chiamati a divenire "una sola carne". Anche i sacerdoti potranno essere felici solo immergendosi in questa ricerca con la loro comunità. Un religioso, l'abbe Pierre, ci parla così della sua esperienza: "Quando tu soffri, chiunque tu sia, io sto male, e tutte le mie energie si mettono in moto unite alle tue, per guarirci insieme dal tuo male ormai diventato il mio, e per la mia gioia e per la tua gioia nella mia". Essendo la ricerca della felicità quanto di più grande si possa immaginare, apre il cuore e lo dilata oltre misura. Don Helder Càmara scriveva : "Nessun problema di qualunque popolo ti sia indifferente. Una volta per tutte, adotta la famiglia umana! Vibra con le gioie e le speranze di ogni gruppo umano." Con il cuore dilatato guardati intorno e sentiti impegnato ad essere profeta di felicità per tutti. Verso tutti sei debitore del Vangelo che hai ricevuto, ad ogni fratello devi un raggio di quella luce che illumina e riscalda. Il Vangelo è fatto per l'uomo e l'uomo per il Vangelo e la Città di Dio è fatta di tante case costruite sul fondamento e sul disegno evangelico. La vita di ciascuno vale per il proprio rapporto con Cristo. Per chi non l'ha conosciuto vale il suo rapporto con la verità, la giustizia, la fedeltà. Chi invece lo ha conosciuto sa bene che Lui è tutto questo. Fidarsi di Cristo è fare la scelta del Vangelo come progetto di vita, è indovinare la strada giusta che conduce alla felicità.>>



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