SALVEZZA ETERNA DELL'UOMO


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Felicità - prima parte

RICERCA DELLA FELICITA'

FELICITA'
PRIMA PARTE

L'uomo è stato creato da Dio per essere felice. Fil. 3,1 recita : "Siate lieti", questa è la volontà di Dio. La felicità è quella pienezza di gioia e di letizia dentro il nostro cuore. L'uomo cerca la felicità al di fuori di sè stesso, ma la vera felicità deve venire dal di dentro. La cultura di oggi ci insegna che denaro, potere e ricchezza danno la felicità all'uomo moderno. Ma la realtà di ogni giorno contraddice tale insegnamento. Moltissimi uomini ricchi e famosi o uomini di potere non sono felici, anzi molti di essi si suicidano. Se l'uomo annida nel proprio cuore dei veleni come gelosia, disperazione, rabbia, illusione non potrà essere nella gioia e nella letizia. Il vero cristiano deve saper ascoltare l'altro con tutto se stesso. L'altro potrebbe essere nostro padre, nostra madre, nostro figlio, nostra figlia, un amico o un'amica, imparando ad ascoltarlo possiamo aiutarlo a liberarsi dalla gelosia, dalla disperazione, dalla rabbia o dall'illusione. La qualità della vita dell'uomo dipende da uno spirito saldo e da un cuore puro e gioioso. Chi non è felice non vive pienamente ma arranca a fatica giorno dopo giorno, sempre insoddisfatto del proprio operato. Gesù ci ha parlato della donna che partorisce : prova dolore ma è nella gioia, ossia il dolore (e non il piacere) è la ragione di una gioia più grande. Da "Il diritto alla felicità" di Mons. G. Manni : <<L'uomo ricerca gioia e felicità, per questo sa sottoporsi ad ogni genere di privazioni e di rinunce. Gesù ha una bellissima immagine: quando un uomo si è messo in testa di comprare un terreno dove sa che c'è un tesoro o di comprare un gioiello, è capace di tutto, vende tutto pur di avere quel che desidera. Ciascuno ha un proprio regno dei cieli per il quale vende tutto; il problema è che il vero Regno dei cieli c'è, ed e quello in cui si trova la vera felicità: Dio. E finché l'uomo non avrà trovato la strada per raggiungerlo, non troverà la sua felicità. Ogni ricerca dell'uomo -intendiamoci -può essere onesta e sincera perché le aspirazioni profonde dell'animo umano -essere felici, conoscere, amare, ammirare -sono oneste. La ricerca dei beni umani può portare a Dio, ma è indispensabile trovare la via giusta, altrimenti quelle che devono essere viste e ammirate come icone dell'amore e della bellezza di Dio, diventano idoli che noi adoriamo e che chiamiamo con nomi diversi: piacere, potere, sesso, salute... Una volta raggiunti però la nostra vita non si riempie di felicità. Perché ? Perché Dio, creandoci per essere felici, ha messo nel cuore di ciascun uomo un suo seme, un seme che fa parte della pienezza della nostra umanità e che va nutrito, coltivato e forse risuscitato se si fosse seccato o se, addirittura, fosse morto. Dio è la felicità dell'uomo. Tanti cercano la felicità in Dio, ma il vero problema è come trovare Dio. Dov'è Dio ? Si può avvicinare, incontrare, contattare, comunicare con Lui ? Mi ha impressionato la testimonianza di una suora missionaria. Visitando nel Tibet un monastero buddista ha trovato venti giovani italiani che per un mese si sottoponevano alla dura esperienza monastica [ed è davvero dura], per sperimentare un'esperienza spirituale. Le statistiche di persone, soprattutto giovani, che cercano in Oriente queste esperienze, indicano numeri molto elevati. Le sette in cui tanti si riversano non sono che un segno di questa fame di felicità, di ricerca di una risposta alle proprie domande interiori. Ma è possibile trovare Dio ? Bisogna trovare la via che ci porta a Lui. La via della felicità Dio stesso ce l'ha offerta mandando tra noi suo Figlio per insegnarci la strada che porta a Lui. Gesù ci ha detto: "lo sono la Via". Al di fuori di Lui però non esiste altra strada. Tutto si gioca sulla fiducia in quest'uomo e dopo duemila anni dalla sua nascita devo responsabilmente interrogarmi come mi pongo nei confronti di Lui. Anzi, è Gesù stesso che mi interroga: "Per te, chi sono io?" E non cominciare con le digressioni storiche o le definizioni teologiche o appoggiandoti su ciò che dicono gli altri. La domanda è strettamente personale: "Dimmi chi sono io per te". Il cristiano, con dolcezza e rispetto ma con retta coscienza, deve essere sempre pronto a rispondere a chiunque chieda ragione della speranza che è in lui [Cfr. 1Pietro 3,14-16]. Naturalmente è tutto un problema di fiducia, di fede: credere cioè, che Dio è la nostra felicità, credere che Gesù è suo Figlio ed è venuto per condurci a Lui, credere che Lui è la via sicura. Tutto questo non è cosa da poco, però Dio non condiziona nessuno e non mette in gioco la sua onnipotenza per ottenere la fiducia, no. Prima chiede la tua fiducia, poi farà per te anche miracoli ! Ma per prima cosa bisogna credere in Lui, scommettere su di Lui, poi stai certo che Lui non ti deluderà mai: anzi, sarà sorprendente con la sua azione e con i suoi interventi. "Bene! Do fiducia a Gesù Cristo. Credo che è Figlio di Dio, credo che mi condurrà a Lui, però mi sento tremare le gambe al pensiero di intraprendere questo nuovo cammino". Questo è un buon segno: ricordati che dovrai seguire uno che non vedi, ma che senti, per cui è naturale avere timore di sbagliare. Nella fede l'unico senso che funziona è l'udito. Per questo Dio nella Bibbia dice continuamente: "Ascolta... Ascolta. ..Ascolta...". Lentamente poi entrano in gioco anche gli altri sensi, ma solo nella misura in cui credi sempre più profondamente, come se tu vedessi senza aver veduto. Gesù è misteriosamente vicino a te. Non ti abbandona mai, e per camminare verso Dio non ti mette in mano solo una piantina che ti indichi la strada, ma ti prende per mano e ti dice: "Seguimi" e vedrai che arriverai. Ti offre anche delle indicazioni di percorso che non hanno altro scopo se non di unirti sempre più a Lui che ti conduce. Eccole: "Rinnega te stesso, prendi la tua croce ogni giorno e seguimi"[Cfr. Mt. 16-24]. Con queste indicazioni è come se Gesù ti dicesse: "Per raggiungere Dio e la felicità sii fedele alla vita, non sfuggire dalla vita, ama la vita così com'è e troverai Dio nella vita". Attenzione! un grande cercatore di Dio che ci ha preceduto e che l'ha davvero trovato, San Giovanni della Croce, ci dice: "Dio è in fondo al reale", non in cima all'ideale. Inserirsi nella dinamica stessa della vita, abbracciarla e amarla fino in fondo è difficile. Il nostro problema più grave infatti, è l'alienazione, la fuga dal reale. La mamma arriva a pensare che per trovare Dio dovrebbe andare in un convento, e la monaca arriva a pensare che potrebbe fare di più andando in missione. Durante l'anno pensiamo alle ferie, e durante le ferie vorremmo fare tante cose. L'alienazione, il sentirsi divisi, il pensare che sia sempre altrove il luogo della nostra realizzazione: è il nostro pericolo. La fede cristiana ha alla base l'incarnazione, non l'alienazione. È qui ed ora che devo camminare verso Dio; è qui ed ora che posso trovare in Dio la mia felicità: questo è quanto ci dice Gesù. Rinnega te stesso : È la prima regola della vita. È come se Gesù ci dicesse: "Per essere felici, per raggiungere Dio, siate veri uomini, accettate la vita, state alle regole del gioco".

Segue ----------> Ricerca della felicità seconda parte



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